AREA ATTIVA 12
“TIRANO E LA MEDIA VALTELLINA”

Distanza dall’Hotel Posta:
- 48 km (via Passo Forcola ,Val Poschiavo-CH- chiuso d’inverno)
- 79 km (via Passo Fosagno,Bormio)

Il Santuario della Beata Vergine di tirano

Il Sud delle Alpi, il sole, i vigneti, il vino

I pizzoccheri e la cucina locale e regionale

Il trenino rosso in Italia


Le incisioni rupestri neolitiche di Grosio

Teglio


TIRANO (450m), sul confine italosvizzero ,ultima stazione in Valtellina della Ferrovie Italiane,
dista 156 Km da Milano e 56 km da St.Moritz (CH). Abitata già in epoca preistorica, Tirano divenne famosa nel seicento per la miracolosa apparizione della Madonna in cui onore venne edificato il Santuario della Beata Maria Vergine,il monumento religioso più importante della Valtellina e meta di numerosi pellegrini provenienti da tutto il mondo. Il centro storico di Tirano è uno dei più importanti e meglio conservati dell’intera Valle. Tirano è la stazione di partenza o di arrivo del famoso “trenino rosso del Bernina”, l’unico collegamento ferroviario attraverso le Alpi Retico-centrali, che si inerpica arditamente lungo l’elvetica Valle di Poschiavo fino al Passo del Bernina (2328 m) per poi ridiscendere nell’Alta Engadina verso St: Moritz ed immettersi nel sistema ferroviario centro-europeo.
Tirano era il punto di partenza della “ Via Valtellina” anticamente percorsa fino a Montafon (Austria) dai carovanieri che trasportavano con gli animali da soma merci, sale e soprattutto il famoso vino della Valtellina, da e per il Centro-Europa.
A nord di Tirano, in direzione di Bormio e Livigno, il paese di GROSIO (656 m) conosciuto per il Parco delle Incisioni Rupestri (periodo tardo - neolitico - età del ferro), offre unvalido e gustoso motivo di sosta per il viaggiatore. 
A ovest di Tirano, TEGLIO, culla della Valtellina da cui prende il nome, offre un magnifico terrazzo naturale pieno di sole, storia, cultura e di quel sapiente modo di vivere delle società sempici. Prima dei pizzoccheri vale la pena dare un’occhiata ai numerosi edifici storici del suo centro come:
Il palazzo Besta, antica dimora cinquecentesca di tipico stile rinascimentale valtellinese, con annesso l'Antiquarium Tellinum.
La torre detta "de li beli miri" parte di un antico castello che un tempo dominava la valle
La parrocchiale di S. Eufemia (XV sec.)
L'Oratorio dei Bianchi con l'affresco di facciata "la danza macabra" (XV sec.)
La chiesetta romanica di S.Pietro
Le altre numerose chiese e palazzi nobiliari testimonianza dell' importante passato di Teglio


TRA VINI E SAPORI

Ad ovest di Tirano, in direzione di Sondrio,la valle dell’Adda presenta la sua nuova anima;piccoli borghi ,frutto della autentica cultura montano-contadino,immersi in campi, frutteti, vigneti disposti a terrazzamenti costati generazioni di fatiche e di passione ( i vigneti della Valtellina vengono definiti “eroici”), presentano i prodotti del loro duro lavoro: sono i famosi ROSSI DI VALTELLINA; dal nobile e blasonato “Sfursat”,vino da meditazione di 15°, allo storico Fracia attraverso l’Inferno, il Valgella ed il Sassella, i vini DOC e DOCG di Valtellina si collocano a ragione tra i vini che hanno fatto e fanno la storia del Vino. La coltivazione della vite in Valtellina risale a prima dell’anno 1000 e si presume esistesse al tempo dei Romani.
Chi volesse approfondire l’affascinante cultura del Vino e condividere la passione di chi lo produce può visitare le numerose case vinicole che punteggiano i vigneti valtellinesi e sono aperte ai visitatori in genere tutto l’anno. Inoltre la Valtellina propone numerosi “Srade del Vino”, percorsi suggestivi tra le vigne da dove ,specialmente in primavera quando le viti sono in fiore e in autunno nel momento della vendemmia,si gode di un paesaggio unico nel suo genere.
Non si può immaginare un buon vino senza i sapori di una cucina!... e la Valtellina è terra di sapori antichi. La sua cucina è semplice e genuina come i suoi ingredienti “Poche e squisite cose di eccelsa umiltà; cibi offerti con civiltà vicino alla raffinatezza”- così scriveva Gianni Brera. Infatti le pietanze valtellinesi,dietro al loro aspetto austero, rustico e un po’ ruvido,nascondono morbidi ed intriganti sapori, coniugando sapientemente, come nei PIZZOCCHERI, il formaggio magro filante alle patate e verze bollite per poi finire con una fumante sferzata di burro, aglio, cipolla e salvia.
La farina di grano saraceno, il burro e i formaggi d’alpe (il noto bitto), con la BRESAOLA danno alla cucina valtellinese una forte impronta di identità e di unicità.
E poi, come in tante vallate alpine: mele, pere, erbe medicamentose ,marmellate, mieli, bacche e frutti di bosco, castagne, noci, funghi, selvaggina, trote di lago e di torrente, violini di capra, ricotte naturali,salamet slinziga e chissà quant’altro ancora!

Durante tutto l’anno in Valtellina si organizzano numerose feste e Sagre, vere occasioni di allegra convivialità, per onorare e ringraziare la terra dei suoi abbondanti frutti e ricordare lontane usanze popolari.