AREA ATTIVA 10
“IL PASSO DELLO STELVIO”
“STILFSER JOCH”

Distanza dall’Hotel Posta:
- 58 km (via tunnel Munt la Schera,S.Maria, passo Umbrail)
- 55 km (via passo Foscagno, Bormio)

Il piu alto valico stradale delle Alpi ed il 2° d’Europa (2758 m.)

Lo sci estivo

Il motoraduno più alto d’Europa

IL grande ciclismo

La grande Guerra

Il Parco Nazionale dello Stelvio


Una serie infinita di tornanti per entrare nella leggenda. Questo è il Passo dello Stelvio, storica e spettacolare strada che si si snoda tra paesaggi grandiosi, spunto di approfondimenti come l’impatto ambientale delle linee elettriche e delle infrastrutture turistiche, la solidità delle costruzioni e non per ultima la stupidità della guerra di cui rimangono evidenti resti e vestigie. La strada fu costruita fra il 1820 ed il 1825 per ordine del governo austriaco i cui scopi strategico-militari e commerciali prevalsero sulle immani difficoltà di costruzione dovute all’alta quota, alle conseguenti condizioni climatiche proibitive e alla difficoltà di reperimento dei materiali da utilizzarsi. Il progetto e la realizzazione furono opera dell’ingegnere italiano Carlo Donegani. Un regolare servizio di posta e diligenza ha collegato Bormio a Trafoi, nel Tirolo, fino allo scoppiare della 1° Guerra Mondiale. Il Passo Stelvio è stato teatro di numerose battaglie a partire dalle guerre di Indipendenza fino lla 1° Guerra mondiale dove fucombattuta la famosa ed insensata “Guerra Bianca”, una guerra difficile, diversa, oltre i 3000 metri tra trincee e gallerie scavate nel ghiaccio.
Alla strada dello Stelvio sono legate indimenticabili pagine del ciclismo sportivo; i leggendari Fausto Coppi e Gino Bartali assieme a tanti altri campioni hanno onorato con il loro sudore le micidiali rampe dei tornanti.
Oggi innumerevoli appassionati dello sci e dell’alpinismo salgono gli stessi tornanti per frequentare ,anche solo giornalmente, i magnifici campi di sci che, aperti da maggio a novembre, si stendono tra il Passo ed il Livrio.
Il Passo dello Stelvio è situato nel cuore del Parco Nazionale al quale dà il nome; a cavallo della Alta Valtellina, Alta Val Venosta e la Valle Monastero in Svizzera, è meta ambita di motociclisti ed automobilisti amanti delle strade ”impossibili”.