AREA ATTIVA 4
“PARCO NAZIONALE SVIZZERO”

Distanza dall’Hotel Posta:
a) 16 km con auto via Tunnel Munt La Schera*
(orari + pedaggio)
b) 8 km a piedi via valle di Saliente

Miglior periodi per visitarlo:
-
giugno-luglio per lafioritura
- settembre-ottobre per il periodo degli amori e i colori

Anno di fondazione:

1914, il più antico Parco Nazionale dell’Europa Centrale e
delle Alpi

Superficie: 17230 ettari

Altitudine: 1440-3173 m

Regioni interessate:
Engadina(Canton Grigione,Svizzera sud-orientale); il lato sud
del Parco confina con la Zona Franca di Livigno ed il Parco Nazionale
dello Stelvio

Struttura: 1/3 bosco alpino, 1/3 prateria alpina, 1/3 rocce e pietraie

Sentieri: 80 km

Gite: 21

Sentieri naturalistici: 1

Secondo l’International Union for the Conservation of Nature, il Parco Nazionale
Svizzero appartiene all’esclusivo gruppo delle riserve naturali più severe e
restrittive (1° categoria)

La prerogativa più importante del Parco Nazionale Svizzero é l’abbandonare
completamente la natura alla sua spontanea evoluzione. L’intervento dell’uomo
é ridotto al minimo inevitabile;l’uomo sta in secondo piano testimone dei
processi dinamici che danno il carattere inconfondibile ai grandiosi scenari alpini.

La differenza più marcata tra il Parco Nazionale dello Stelvio ed il Parco Nazionale
Svizzero: il buonsenso e la retorica.

IDEALISMO E PROTEZIONE DELLA NATURA

Già nel 1906 Steivan Brunies, engadinese e ricercatore naturalistico svizzero,affermava che
“La speranza di salvare per sempre ciò che rimane del mondo vegetale ed animale indigeno
in un preciso luogo del nostro paese si può soltanto avverare attraverso l’ideazione di un simile grande progetto”.
Secondo Brunies ed altri sostenitori della protezione della natura, il passo del Fuorn con le sue selvagge valli laterali soddisfava in modo ideale le premesse per divenire un futuro Parco Nazionale.
Nel 1909 questi pionieri fondarono la Lega Svizzera per la Protezione della Natura.
Il 1° di agosto del 1914 venne ufficialmente fondato il Parco Nazionale Svizzero.


PROTEGGERE E CONSERVARE

La meta è di lasciar sì che la natura possa svilupparsi senza influssi umani e domestici.L’uomo, con i suoi bisogni ancestrali di primitivo, non é l’attore principale e nemmeno il co-protagonista; il vero protagonista è l’habitat naturale senza interferenze e disturbi da parte dell’uomo.
Interferenze, disturbi?
L’inquinamento è un fenomeno che non risparmia nessun Parco Nazionale.
Tutti i responsabili dei Parchi Nazionali in tutto il mondo, sono coscienti che nella situazione attuale, conservare una ricca diversità in grado di svilupparsi senza “contaminazioni” di natura umana, é un obbiettivo molto ambizioso ed arduo.
Tutte le grandi riserve naturali e parchi nazionali nelle Alpi, sono tutti territori antecedentemente civilizzati. Per secoli sono stati sfruttati in svariate maniere.
Se dal qualche decennio questi territori sono stati ridati al loro corso naturale,per ora la loro evoluzione si potrebbe chiamare cicatrizzazione.
Il Parco Nazionale Svizzero Vi propone molteplici esempi nella direzione indicata.


RICERCARE E DOCUMENTARE

I promotori del Parco Nazionale erano scienziati ;quindi sin dall’inizio della creazione del Parco si diede grande importanza alla ricerca scientifica.
Oggi vengono registrati tutti icambiamenti in atto così com venivano registrati 80 anni fa.Grazie a programmi a lungo/lunghissimo termine é possibile documentare fenomeni evolutivi che ad una sola generazione di ricercatori rimarrebbero altrimenti sconosciuti. Il Parco Nazionale dispone infatti,con le sue aree di prova degli anni 20, delle aree di ossevazione botanica a lungo termine più vecchie del mondo!
Annualmente nel Parco Nazionale vengono condotti numerosi progetti di ricerca nei campi più disparati del tipo: “clima e gelo perenne”,”superfici di ricerca a lunga durata”, “Turismo e natura,bel dilemma!”, “Progetto sugli ungulati”.


CLIMA

Il parco Nazionale Svizzero fa parte della regione secca degli altipiani delle Alpi Centrali*, la stessa alla quale appartiene la zona Franca di Livigno e parte del territorio del Parco Nazionale dello Stelvio. Imperante é il clima continentale caratterizzato da poche precipitazioni (Più numerose le nevose), da irradiazione solare forte,da un minimo tasso di umidità (+0- 10%) com marcate ecursioni termiche i cui picchi possono oscillarre dai -30° ai +30°.



FLORA

Il paesaggio del Parco Nazionale Svizzero si può dividere in tre parti. Il bosco copre il primo terzo (più basso), le praterie alpine (i tappeti erbosi alpini) il secondo e l’acqua, i detriti , le rocce e a neve ricoprono il resto.
Il Parco è situato al centro della zona arido-secca delle Alpi Centrali.I suoi ampi boschi si compongono essenzialmente del pino silvestre,pino mugo uncinato,del pino mugo.La predominanza del mugo dipende dal clima secco e dll’abbattimento dei boschi,effettuato sistematicamente per secoli che hanno permesso la crescita soltanto di questa robustissima specie. I boschi di pini mughi morti sono sostituiti dai maestosi boschi di pini cembri (cirmolo) e larici. l limite del bosco raggiunge la ragguardevole quota di 2000-2300 m. Le latifoglie nel Parco sono praticamente inesistenti.
Al bosco segue la fasciadegli arbusti nani,il salice nano, il ginepro, l’erica, il mirtillo ed altre bacche.
Salendo oltre si incontrano le praterie alpine gioia e delizia per gli appassionati dei fiori e dei loro colori; genziane, edelweiss, mughetti, violette, anemoni e poi ancora cespugli, cuscinetti, piante grasse, licheni ect.ect., più di 650 specie diverse di piante superiori.


FAUNA

I grandi rapaci come l’orso, il lupo e la lince non esistono più nella zona del Parco da molto tempo (prima che fosse fondato il Parco nel 1914).
L’ultimo orso in Svizzera fu abbattuto il 1° settembre 1904 nella valle di S-charl (Scuol). Recentemente, l’unico ripopolamento di successo riguarda il gipeto barbato, un grosso rapace sparito all’inizio dello scorso secolo e reintrodotto negli anni 90.
Al tempo della fondazione del Parco (1914) mancavano due delle quattro specie ungulate,il cervo e lo stambecco. Il cervo immigrò dall’Austria a partire dal 1918. Lo stambecco fu reintrodotto nel 1920, dono del Re d’Italia al Governo Federale Elvetico. L’unico ungulato che è sempre rimasto presente nel Parco, è il camoscio, vero re delle Alpi, mentre il capriolo è immigrato nelle zone basse del Parco nello scorso secolo.
Marmotte, facilmente avvistabili, lepri bianche, lepri comuni, scoiattoli, volpi e le più timide donnole o ermellini, faine; piccoli mammiferi come il topo quercino, il topo delle nevi per citare alcuni mammiferi.
Per gli uccelli, aquile reali, gipeti barbati, gheppi, gracchi e cornacchie, tutti questi nidificano sulle pareti di roccia verticali. Fra le galline troviamo il gallo cedrone, il gallo forcello, la pernice bianca,la coturnice. La nocciolaia, simbolo del Parco Nazionale Svizzero, vola ovunque.
Nel Bosco è frequente il picchio rosso, più rari il picchio nero e quello verde.
In totale nel terrotorio del Parco si contano 30 specie di mammiferi ed oltre 100 specie di uccelli dei quali 60 nidificanti in loco.
Si conoscono due anfibi: la rana temporaria ed il tritone alpino; due pure i rettili: la vipera comune (attenzione è velenosa!) e la lucertola vivipera. Tra i pesci, la trota vive nei numerosi torrenti.
Finora nel Parco si cono contate più di 5000 specie di invertebrati.



STORIA

Nella regione della Bassa Engadina e della Valle Monastero sono stati trovati tracce di insediamenti umani risalenti al 3000 A.C. Prove indicano la presenza di colonie rurali intorno 400 A.C.La regione fu conquistata da i Romani nel 15 D.C. e ancora oggi si possono ammirare i resti di una strada romana.
La costruzione del Monastero di Mustair, nell’8° secolo, indica lìimportanza strategica del Passo del Fuorn.Con la fondazione delle Tre Leghe nel 14° ecolo iniziò la lotta per l’indipendenza che terminò nel 17° secolo nel riscatto dall’Austria.
Tra l’11° ed il 17° secolo la regione fu un grosso centro minerario.Vennero estratti e fusi ferro, piombo e argento.Sia nel locali forni di fusionee e più tardi nelle miniere di sale di Hall, nel Tirolo, vennero divorati migliaia di metri cubi di legna. Le conseguenze sono gli attuali monotoni boschi di pini silvestri.
Accanto alle miniere e all’economia forestale anche l’agricoltura ha lasciato il suo segno duraturo nel Parco.Greggi con migliaia di pecore oltre a mandrie di vitelli,mucche e buoi hanno pascolato sulle praterie alpine mantenendo bassa la linea del bosco.

(Testo liberamente tratto da”GUIDA PER ESCURSIONI NEL PARCO NAZIONALE SVIZZERO” di Klaus Robin)



LE REGOLE DEL PARCO

Il Parco Nazionale Svizzero può essere viistato gratuitamente percorrendo esclusivamente gli 80 km di sentieri marcati dai quali è vietato uscire.
Nessun animale domestico, nemmeno i cani al guinzaglio, sono ammessi sul suo territorio.
I Parco Nazionale Svizzero può essere percorso solamente a piedi. Nessun altro mezzo è ammesso (animali, sci, bicicletta, snowmobile, ect.).
Nessun oggetto naturale può essere asportato dal Parco siano esse piante, pietre, legno,
animali ect.
All’interno del Parco Nazionale Svizzero non è concesso pernottare in tende, in camper, bivaccare nè passare la notte in qualsiasi altra maniera(nemmeno nei veicoli lungo la strada del passo del Fuorn). Queste sono le REGOLE PIU' IMPORTANTI!!!