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ATTIVA 3 |
PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO |
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Distanza dallHotel Posta: 5km
Area totale:
134 620 ettari; Parco più esteso delle Alpi e uno dei maggiori parchi
nazionali dEuropa.
Altitudine: 644-3905 m. s.l.m.
Regioni: Lombardia,Trentino
Alto Adige
Provincie: Sondrio,Bolzano, Trento, Brescia
Comuni: 24
Ghiacciai: oltre 100
Rifugi e bivacchi: circa una sessantina
Solo il 3% del territorio è sotto i 1000 m
Oltre metà del territorio del comune di Livigno è interessato
dal Parco
Idroenergia: spunto per vari approfondimenti
La Val Fraele, il Rifugio Valfraele, le radici dei Martinelli, lHotel
Posta per il
Parco Nazionale (vedi programma estate Parco Nazionale)
Lanimale più facile da avvistare tutto lanno:
il camoscio
Lanimale da sempre presente nel Parco: il
camoscio
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...che cosè un parco nazionale?
(testo tratto da UNO SGUARDO SUL PARCO copyright 1999
WWF Lombardia )
Secondo la definizione legislativa, i parchi nazionali sono costituiti
da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono uno o più
ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una
o più formazioni fisiche, geologiche geomorfologiche, biologiche, di
rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici,
culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere lintervento dello
Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future.
PARCO-IMPRESSIONI ...
Il Parco più burocratizzato dEuropa, la Cenerentola dei grandi
Parchi (sempre sperando che sia una Cenerentola; sul lungo termine finirebbe
bene!
Sarebbe interessante comparare analiticamente il Parco Nazionale dello
Stelvio e lo Schweizerischer Nationalpark, trovare le differenze
sostanziali; ne potremmo vedere delle belle ! Il territorio è esattamente
lo stesso, cambiano le culture/tradizioni, la mentalità, il sistema ect.
Un esempio interessante di convivenza tra il prezzo del progresso ed il Parco
ovvero le dighe ma soprattutto i bacini idroelettrici di Cancano e la Val Fraele
del Parco. Qui le anime di due nature estreme si toccano; la natura completamente
distrutta da un lago artificiale a diretto contatto con la natura vergine incontaminata
selvatica di un Parco che riesce miracolosamente a congelare un pezzetto di
quel mondo naturale che troppo velocemente sta scomparendo.
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IL PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO ...un po di storia...
Il Parco nasce come istituzione il 24 aprile del 1935 per volere di alcuni appassionati
naturalisti aderenti al CAI e al Touring Club Italiano, quarto in ordine di
apparizione sulla scena nazionale. LAzienda di Stato per le Foreste Demaniali
fu individuata quale autorità preposta alla gestione sia amministrativa
che di controllo e sorveglianza. Per i primi anni il Parco rimase quasi invisibile,
tanto che il regolamento previsto dalla legge istitutiva fu emanato solo 16
anni dopo, nel 1951.
Il conflitto mondiale mise in atto notevoli alterazioni e pure la ripresa economica
che ne seguì, cancellando a volte lidentità dei luoghi,
nel caso di alcuni comuni trasformatisi in famose stazioni sciistiche. Inoltre
fino agli anni 60 veniva esercitata diffusamente lattività venatoria,
penalizzante per la fauna presente, in modo particolare per gli ungulati.
Nel 1995 la gestione del Parco passò ad un consorzio formato dallo Stato,
dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, dalle Province di Sondrio e Brescia
e dalla Regione Lombardia, in seguito alle forti spinte autonome caratterizzanti
alcune porzioni del suo territorio.
In origine il Parco comprendeva gran parte dellimponente massiccio dellOrtles-Cevedale,
parte della Val Venosta (BZ), le valli di Peio e di Rabbi (TN) e unaerea
delimitata a nord dalla valle del Braulio e a ovest dalla valle di Santa Caterina
Valfurva (SO). Nella seconda metà degli anni sessanta listituzione
del Parco risulta visibile sul territorio e nel 1977 vennero annessi circa 40,000
ettari (compresa lintera valle di Fraele, la Valle del Gallo e parzialmente
la valle di Livigno collegando il proprio territorio con il Parco nazionale
Svizzero).
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DOVE SI TROVA IL PARCO.
Il Parco si estende per la maggior parte nelle province di Sondrio (Altavaltellina)
e di Bolzano (Val Venosta) ed in parte minore su quelle di Trento e Brescia.
La Porzione lombarda, 63000 ettari la più grande di tutte, interessa
lAlta Valcamonica,lAlta Valtellina, parte del Livignese e la Valfurva.
Il Parco presenta una particolare fortuna dal punto di vista geopolitico:insieme
al confinante Parco Nazionale Svizzero, con il quale condivide il territorio
di Livigno, al Parco dellAdamello, al Parco del Brenta Trentino e a quello
delle Alpi Orobie, costituisce la più grande area protetta delle Alpi.
Il PROGETTO P.E.A.C.E.: Parco Europeo delle Alpi Centrali
(testo tratto da Uno sguardo sul Parco copyright 1999
WWF Lombardia)
Visto il relativo insuccesso della Convenzione sulle Alpi del 1991, Italia Nostra,
Mountain
Wilderness Italia, TAM/CAI e WWF italia si fanno promotori del progetto PEACE
(Parco Europeo delle Alpi Centrali). Lo scopo è stabilire un forte e
reale collegamento tra le aree protette esistenti in questa porzione dellarco
alpino.
Sono intressati (in Italia) il Parco Nazionale dello Stelvio,il Parco Regionale
dellAdamello,il
Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi, Il Parco Regionale delle Orobie Bergamasche,
il Parco del Livignese, il Parco Regionale Bernina /Disgrazia, il Parco Provinciale
Gruppo del Tessa, ed il Parco Naturale Adamello Brenta; (in Svizzera) il Parco
Nazionale Svizzero dellEngadina, la Riserva Naturale Val Languard, Fain
e Minor; (in Austria) la Riserva Naturale di Nenzinger Himmel e la Riserva Naturale
di Vandans Tshagguns.
La superficie complessiva dovrebbe essere superiore al mezzo milione di ettari
creando la più grande area protetta dellEuropa.
ASAPETTI AMBIENTALI E NATURALISTICI DEL PARCO
LA FAUNA
In tutti i settori del Parco vivono numerosi popolamenti della tipica fauna
alpina. In Particolare, il territorio di Livigno interessato dal Parco propone
innumerevoli capi e branchi,facilmente avvistabili allalba o al tramonto,
dei quattro ungulati principali: il camoscio,vero re delle Alpi, lo stanbecco,
il free-climber delle Alpi, reintrodotto dal contiguo Parco Nazionale Svizzero
alla fine degli anni 60, il cervo, dal potente bramire durante la stagione degli
amori in settembre/ottobre e il timido e delicato capriolo. Sono assenti i grandi
predatori la cui reintroduzione è in fase di studio.
In estate, sono diffuse e facilmente avvistabili, le marmotte ed inoltre si
trovano volpi, lepri bianche, martore, ermellini, scoiattoli mentre sono più
rari i tassi e le donnole.
Per quanto riguarda gli uccelli stanziali, i più caratteristici sono
la pernice bianca,la coturnice, il gallo cedrone, il gallo forcello, la nocciolaia,
il gracchio alpino,il merlo dal collare, il picchio rosso e nero, il corvo imperiale,oltre
che naturalmente laquila reale presente con diverse coppie nidificanti
nel territorio di Livigno e nella valle di Fraele.Tra i rapaci sono presenti
il gufo reale, il gheppio, lastore, la poiana e lo sparviero. Recentemente,
sul territorio di Livigno sono state avvistate alcune coppie di gipeti (avvoltoio
degli agnelli) provenienti dal vicino Parco Nazionale Svizzero.
Tra i rettili sono presenti la vipera comune (Berus), il marasso, la lucertola
vivipara e lorbettino.
Anfibi significativi sono il tritone alpino,la rana temporaria e la salamandra
pezzata.
Tra gli insetti,oltre alle industriose e utlissime formiche rosse dal tipico
formicaio semisferico,sono diffuse divese specie di farfalle di particolare
bellezza fra le quali si segnala la Parnassia Apollo.
Vi sono anche molti coleotteri, alcuni dei quali specializzati a vivere tra
le nevi perenni.
Nei pur numerosi corsi dacqua,a causa dei frequentii sbarramenti a fini
idroelettrici, la risalita delle specie ittiche è resa difficoltosa.
Molti pesci derivano così da operazioni di ripopolamento ( in particolare
sono diffusi la trota fario, la trota iridea e il salmerino alpino).
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LA FLORA
Le grandi dimensioni del Parco e gli svariati piani altitudinali permettono
la presenza di differenti e caratteristici ecosistemi forestali oltre a innumerevoli
specie arboree e varietà floristiche. Sono talmente tanti che non li
hanno catalogati ancora tutti.
Si passa infatti dai boschi di ontani delle aree umide dei fondovalle alle foreste
di conifere che si spingono oltre i 2000 m nelle quali prevalgono labete
rosso (peccio) ed il larice; il territorio di Livigno presenta dei boschi caratterizzati
dal pino cembro (cirmolo), scherzosamente definito il bonsai delle Alpi, dal
pino mugo,dal raro pino mugo eretto (presente anche nella Val Fraele e nel Parco
Nazionale Svizzero). Più in alto è il regno dei licheni, delle
sassifraghee delle soldanelle. Nelle sottostanti praterie alpine si trovano
diversi tipi di associazioni erbacee, erbe miracolose e medicamentose (lerba
livia o taneda potente emolliente), fiori dai colori impossibili i cui suchhi
possono curare le ferite che il freddo stenta a far guarire; genziane, il giglio
martagone, il rododendro, la stella alpina, la nigritella, lanemone,il
bucaneve e chissà quantaltri.
Caratteristica è la vegetazione delle zone paludose e delle sponde dei
laghetti con lerioforo e la drosera, rara pianta carnivora.
Per i funghi ci vorrebbe una bibbia e un discorso tuttto a parte dal momento
che allinterno del Parco è proibita la raccolta di qualsiasi essere
del mondo vegetale siano essi fiori, piante, frutti, tuberi, bacche, funghi,
radici ect. Lo stesso valle per gli esseri del mondo animale e di quello minerale!
ASPETTI STORICO-CULTURALI
(testo tratto da Uno sguardo su Parco copyright 1999
WWF Lombardia)
Le valli del Parco hanno una lunga storia; come testimniano le incisioni rupestri
di Grosio e della Valcamonica,esse furono abitate in epoche preistoriche dalle
popolazioni delle pianure durante prolungate scorribande venatorie.Le incisioni
rupestri di Grosio (Valtellina) risalenti al 5000 A .C. rappresentano il passaggio
da una presenza saltuaria e stagionale nelle valli allinsediamento stanziale.
La presenza romana del primo secolo dopo Cristo,anche se scarsamente documentata
(v. sorgente Pliniana dei Bagni Vecchi in Valdidentro, Altavaltellina
con chiaro riferimento a Plinio Il Vecchio (?) rappresenta una tappa significativa
della storia locale.
Alla dominazione longobarda (dal VI allVIII secolo)appatengono spettacolari
strutture difensive: le più emblematiche sono le Torri del Passo di Fraele
(Valdidentro/ Altavaltellina) lungo la strategica direttrice per il collegamento
con lEuropa centro-settentrionale,lantica VIA IMPERIALE DALEMAGNA
le cui vestigiia sono tuttora ben visibili nela Valle del Gallo in prossimità
del confine italo-svizzero.
Questa strada svolgeva un ruolo importante per i traffici ed i rapporti commerciali
tra il Bormiese, laValle di Livigno,lEngadina e la Val Monastero. Mercanti
valtellinesi, svizzeri, tirolesi
veneti e tedeschi si sono incrociati lungo i ripidi tornanti del Passo di Fraele
e del Passo di S.Giacomo,il passo più dolce delle Alpi Retico-centrali,
preludio alla conca di Pragrata il luogo più vasto e meno contaminato
nel cuore delle Alpi.
Dopo La dominazione di Carlo Magno e dei successivi imperatori tedeschi ,la
vita politica della AltaValtellina sarà sempre più condizionata
dalle vicende della non molto lontana Milano.
Si dice che le truppe di Napoleone si siano accampate nei dintorni di Trepalle
e Livigno...
Sotto limperatore dAustria Francesco 1°,vengono iniziati i lavori
per la costruzione della strada dello Stelvio (Stilfserjoch ) 2758 m, la pìù
spettacolare di tutte la strade alpine. La Valtellina annessa nel 1859 al nascente
regno dItalia è stata teatro di famose battaglie soprattuto durante
la 1° Guerra Mondiale.Dallo Stelvio fino allAdamello passando per
lOrtles Cevedale, tuttoggi è possibile passeggiare fra trincee,
forti, bunkers, testimoni longevi della terribile ed insensata Guerra
Bianca combattuta sui ghiacciai dal 1916 al 1918.
Un itinerario attraverso gli insediamenti e le case che costellano il territorio
del Parco ci consentirà di conoscere lantica struttura socio-economica
dei villaggi e le abitudini dei contadini-pastori che li abitavano,per certi
aspetti ormai superati da nuovi stili di vita,per altri ancora riscontrabili.
Pur con le modifiche e le trasfrmazioni subite nel corso dei secoli,lagricoltura
e la pastorizia hanno sempre svolto un ruolo importante per la vita degli abitanti
del Parco,determinanandone gli spostamenti e condizionandone le scelte insediative.La
necessità di spostamenti periodici determinati dai tempi del pascolo
alle diverse quote,ha portato alla costruzione di case con caratteristiche diverse,
a seconda che si tratti di dimore permanenti o stagionali.Allinsediamento
permanente di fondovalle,che in genere si trova tra i 500 ed i 1200 m, si affianca
il maggengo (1200-1800 m), per salire fino allAlpeggio (1800-2400 m.)
dove ancora oggi gli allevatori conducono il loro bestiame, affidandolo nel
periodo estivo allalpeggiatore che nellAlpe ha una vera e propria
piccola azienda.
Livigno costituisce uneccezione essendo un insediamento urbano permanente
da oltre un millennio ad una quota superiore ai 1800 m!
COME CI SI COMPORTA NEL PARCO
(testo tratto da Uno sguardo su Parco copyright 1999
WWF Lombardia)
Il regolamento del Parco disciplina lo svolgimento delle attività
allinterno dellarea protetta.Le persone che visitano un parco
devono per prima cosa porsi il problema di limitare al massimo il proprio impatto.
In generale vengono vietate le attività e le opere che possono compromettere
la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati.
Il rispetto delle norme è controllato dalle guardie forestali che possono
sanzionare chi non le rispetta. Le regole riportate nei pannelli che si trovano
nel Parco,riguardano la prevenzione degli incendi (non si possono accendere
fuochi,il prelievo di legna,nidi,uova,fiori,funghi,
campioni di minerali e di fossili, il divieto di campeggio, linvito a
non uscire dai sentieri segnalati, per alterare il meno possibile lecosistema
naturale, a riportare con se i propri rifiuti e a rispettare la quiete. Il silenzio
Vi aiuterà a vedere gli animali selvatici molto timidi e sospettosi.
In un Parco Nazionale tutti gli animali presenti sono protetti e la caccia è
vietata.fra le specie protette a livello internazionale vi sono il gallo cedrone,
laquila reale, il gipeto, la coturnice delle Alpi.