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C'ERA UNA VOLTA

Il Mica, mio bisnonno materno, fu il primo oste di Livigno.
Nella seconda metà dell’ottocento costruì la prima locanda dove nacquero mia nonna e poi mia madre.
Il turismo allora era un lusso riservato ed esclusivo e poco interferiva con la vita contadina di un villaggio perso nel cuore delle Alpi.Il registro degli ospiti della Cantoniera testimonia la presenza di intrepidi viaggiatori, cacciatori, mercanti, avventurieri,militari e di tutti coloro che per le più svariate ragioni osavano affrontare i sentieri e le mulattiere che si inerpicavano verso il centro delle Alpi.
Fu solo agli inizi degli anni cinquanta che per la prima volta si tenne aperta una strada durante l’inverno rompendo un’isolamento secolare.
Amelia, la mia cara mamma, sposò Piero e negli anni sessanta costruirono l’Hotel Posta,in ordine cronologico, l’ottavo albergo del paese.
Erano gli anni del boom e il turismo cominciava ad assumere le caratteristiche del fenomeno popolare.
Il paese era una lunga striscia di case di legno lontane una dall’altra per evitare il fuoco.
I primi skilifts facevano timidamente capolino sulle pendici.
Raggiungere Livigno,allora definito il Piccolo Tibet, era un’autentica avventura per via delle strade anguste e sterrate; d’inverno era un’impresa eroica.
Questo non ha impedito a tutti gli amanti della montagna e dello sci di raggiungerci e godere degli altopiani delle Alpi centrali e dell’ospitaltà dei suoi abitanti.
Io, con mia moglie Kathy, continuiamo la tradizione di famiglia dove la felicità degli ospiti è la nostra felicità.
Smentendo un luogo comune,sono una quarta generazione di albergatori.

- Luigi