ITENDE
MODULO PRENOTAZIONE
Nascondi Testi
Visualizza Testi
logo skieda

LA PARAMOUNTAINS

LA FONDAZIONE

Nel dicembre 1977 nel bar dell’Hotel Posta viene fondata la Paramountains.

Eccoli i nostri giovani protagonisti, Damiano, Luigi, Giulio e Tony, sciatori e fotografi che si confondono fra le fredde ombre di una giornata conclusa e, a capitolo finito, avanzano verso una nuova avventura sulla neve. La Paramountains nasce così, nel cuore delle Alpi, quasi per caso; un gruppo di amici, un gruppo di entusiasti, un gruppo che ama divertirsi e ama condividere la propria passione. Ma cominciamo con calma: perché anche questa è una storia, una storia vera, con persone, luoghi e date da non dimenticare...

LA NEVE FRESCA

Le discese immacolate, sono i loro terreni di gioco preferiti.

Ma il bianco inganna e confonde, le piante ostacoli improvvisi e traditori. È difficile scordarsi il sapore dei violenti fiocchi ghiacciati in bocca, il tumultuoso abbraccio di una nuvola palpabile; non importa quanto cadranno, loro continueranno a sciare, ad esplorare e, imperterriti, a mangiare la neve.

FRESCA BIANCA E NERA

La Paramountains, si specializza trovando nella pellicola in bianco e nero il mezzo adatto per ritagliare sulla carta le azioni più rappresentative e spettacolari. Il loro obiettivo è il contatto più completo, è l‘immersione nel bianco vorticoso, è l’essere letteralmente una valanga formato uomo, una valanga che in velocità scende la montagna sperando che la traiettoria non subisca bruschi cambiamenti o malaugurati incroci di sci.

CARTA CANDIDA

Nello zaino della Paramountains, oltre a due arance e un coltellino svizzero, non poteva più mancare l’attrezzatura fotografica. Accantonato l’artistico B&W, i colori esplodono su un fondo bianco e liscio, la neve è la carta sulla quale il fotografo imprime la propria visione. Modelli improvvisati e neo fotografi cominciano a documentare le proprie sciate in neve fresca, in gruppo o in coppia, ma in ogni caso mai da soli; il binomio sciatore-fotografo è oramai inscindibile e produce risultati strabilianti. Ciò che era cominciato come un semplice hobby, si è evoluto in una passione, gli amatori sono diventati professionisti trasformando il ricordo di una sciata in una foto da copertina.

TECHNICOLOR SNOW

Arrivano, come l’inaspettata ma tanto attesa prima neve, le prime foto di copertina. Riviste nazionali come “Sci” e “Alp”, ma anche internazionali come “Powder” e “La Neige” ricevono il materiale fotografico e testuale del gruppo Paramountains come manna fresca dal cielo. Non senza sorpresa, anche riviste di moda, cronaca e viaggi vengono intrigate da queste immagini, all’epoca degli anni 70 inedite ed innovative, che mostravano sciatori singoli e a gruppi, immersi fino alla cintola in neve fresca. Chi erano quei pazzi furiosi che sfidavano le pieghe più profonde della montagna? Come osavano lasciare i terreni battuti e lanciarsi nel bianco aperto? Però! Che belle foto, che stile, ma soprattutto che neve!

IL WALZER DEGLI SCI

Nell’immacolata discesa la curva detta il ritmo, la traccia è un’onda sonora e i ballerini in tuta da sci seguono uno spartito perennemente verticale dove l’unica nota stonata è la caduta, brusca interruzione di un movimento armonioso che unisce per una breve manciata di secondi lo sciatore alla montagna.

IL BOSCO

Il piacere di sciare in neve fresca fra gli alberi è il brivido di affrontare un terreno sempre mutevole e altrettanto imprevisto. Il tracciato non è conosciuto, si è da soli fra mille ostacoli visibili come piante e invisibili come radici e cespugli. Ma il bosco è anche il luna park degli sciatori, il brivido e il piacere consistono nello sfidare, usare e conoscere ogni suo segreto.

LODE

“Se Dio esiste sarebbe uno sciatore”

- anonimo

Prima, durante e alla fine di una discesa perfetta, non si può far altro che ringraziare il Fautore di tanta bellezza. Grazie, per questa emozione che è solo mia, grazie, grazie per il paesaggio, la neve perfetta e il cielo terso, grazie, per avermi fatto sentire come un esploratore dietro casa e grazie per avermi permesso di visitare la tua Casa all’aperto e ancora grazie per avermi fatto tornare a casa sano e salvo. Grazie.

Skistory - Anna Martinelli