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Eccoci! - disse infine Nuvola - Guarda, non è meraviglioso? - Liam arrivò sulla cresta e rimase ammutolito. Davanti a lui c’era una distesa di neve, fresca ed intonsa, che correva quasi fino a valle. La magia era nel suo colore… il sole si rifletteva sui cristalli rendendoli iridescenti, una morbida superficie che cambiava tonalità ad ogni curva, come fosse tempestata da piccoli diamanti. - Ma è… bellissimo! - riuscì a pronunciare infine… - non vedo l’ora di buttarmi giù ! -
Nuvola invece, prese il fratello per le mani e lo trascinò in un balletto gioioso: si muovevano con grazia padroneggiando sci e racchette, volteggiando alzavano prima una gamba e poi l’altra come se non sentissero la forza di gravità. L’ampio gonnellone della piccola Elfa le si avvolgeva intorno per poi aprirsi come una vela ad ogni giro mentre Vento l’accompagnava sollevandola dalla neve. Infine si esibirono con una capriola a testa in giù reggendosi sulle racchette piantate a terra e finendo ai piedi di Liam che li guardò stupefatto. - Ti è piaciuto Liam? - chiese Nuvola fissandolo ammiccante con i suoi grandi occhi furbi - è tradizione degli Elfi festeggiare così una bella giornata, lo insegneremo anche a te se vuoi! Ma adesso mangiamo - aggiunse guardando con desiderio lo zaino di Liam - muoio di fame!
Dopo essersi rifocillati ed aver bevuto dalle loro borracce, i tre erano pronti per partire. - Vedi - disse Vento - devi lasciare dietro di te la scia del serpente e come l’aquila librarti nell’aria, sei pronto? Andiamo! - Si dettero una spinta appoggiandosi sulle racchette; scendevano felici, prima uno dietro all’altro, poi accanto e poi dopo ancora in fila, le loro scie si incrociavano, si rincorrevano… Volavano!
Skystory - Fulvia D’Alessio
Azione… scena 1… Ciack… si gira!
Inquadro un minuscolo puntino colorato che dal vertice della pista scende a perdifiato. E’ velocissimo, agguerrito e tutto raggomitolato, fende l’aria come un super eroe. Più si avvicina e più mi accorgo che quasi non tocca la neve… Vola! Ora è’ a pochi metri, ma rimane piccolo, troppo piccolo. Stupito allontano la videocamera dal viso e osservo la frenata: si ferma con classe e maestria, come se avesse tutto il tempo del mondo. Poi tra gli occhiali e la sua sciarpa scorgo un sorriso senza denti davanti, che mi affretto a riprendere. Il campione con il quale non potrei mai gareggiare, l’asso dello sci che credevo di aver immortalato è un bambino in tuta rossa di sei o sette anni! Ingoio l’orgoglio, mentre lo guardo avviarsi verso lo skilift, totalmente noncurante della sua bravura, perso nel suo totale e beato divertimento. Oggi, malgrado tutta la mia esperienza, ho avuto la mia prima, vera, “lezione” di sci.
- Fulvia