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“La neve scendeva silenziosa … ogni cosa rimaneva come disciolta in una fragilità e in un pallore di fantasma priva di qualsiasi linea che l’occhio avesse potuto seguire.
I contorni delle vette svanivano,sfumavano, si dissolvevano nella nebbia.
Superfici nevose pallidamente illuminate che salivano l’una dietro l’altra e l’una sopra l’altra portavano lo sguardo a perdersi nell’inesistente…
I cuscini grossi e morbidi ammonticchiati sui rami degli alberi, le gobbe del terreno sotto le quali si nascondevano sterpi o sporgenze, quel certo che di accoccolato, di sprofondato, di ridicolmente contraffatto che aveva il paesaggio, formava come un mondo di gnomi…Hans Castorp amava la vita in mezzo alla neve. La trovava affine sotto certi aspetti, a quella sulla spiaggia del mare;la monotonia fondamentale del paesaggio era comune ad ambedue le zone; la neve, quella neve polverosa, profonda, soffice, immacolata, si comportava come la sabbia giallastra laggiù. Il contatto con ambedue dava un ugual senso di pulizia.”
La montagna Incantata - Thomas Mann